Scuola dell’infanzia

Non rubiamo il lavoro ai bambini

Per presentarvi chi siamo e quello che facciamo nella nostra scuola materna, abbiamo preso a prestito le parole di un genitore. Perché capiate, attraverso le parole del papà di un bambino normale e curioso, come avviene quel miracolo dell’apprendimento e dell’accoglienza che si manifesta solo se c’è ascolto.

I lavori che i bambini svolgono in una scuola materna montessoriana hanno una funzione precisa.

Favoriscono la concentrazione, aumentano nel bambino la fiducia nella propria abilità. La didattica montessoriana procede all’inverso di quella che si applica nelle altre scuole. Oseremo dire che è molto più simile a come procede la vita nell’ impartirci le sue lezioni: il bambino impara tramite l’esperienza concreta. Dal concreto all’astratto, dalla pratica alla teoria, l’apprendimento segue una strada naturale. Il bambino sperimenta le sue capacità ed affina la sua manualità tramite il lavoro manuale. Arriverà a saper scrivere e leggere avendo accumulato un’esperienza manuale e sensoriale che renderanno questa acquisizione naturale.

Proviamo a pensare al modo in cui un bambino impara a parlare. Assorbe le informazioni che gli servono dall’ambiente. Un ambiente ricco di parole, di ascolto ed attenzione. Nessuno insegna ad un bambino a parlare. Gli si può correggere una pronuncia, un accento, ma parlare rimane un atto spontaneo che il bambino realizza in reazione ad un ambiente. Più questo ambiente è ricco, maggiore sarà la capacità del bambino di parlare.

Perché dovrebbe avvenire diversamente con la lettura e la scrittura?

La scuola materna montessoriana si propone proprio questo: fornire al bambino un ambiente “preparato” che in ogni dettaglio (dai lettini, agli arredamenti, agli oggetti, alle stoviglie) sviluppino le sue capacità, lo “sfidino” a testarle ed affinarle, in vista del conseguimento di alcune abilità tipiche dell’età scolare, come la lettura e la scrittura ad esempio.

Ma questo non sarebbe ancora sufficiente senza l’ascolto e l’attenzione alla relazione.

Ci abbiamo lavorato per oltre vent’anni, ed ora possiamo dirvelo: ascoltando i bambini abbiamo imparato la lezione più bella. Sono loro i veri maestri.

Intervista ad un genitore