Il decalogo della scuola che vogliamo

Noi immaginiamo e vogliamo una scuola dove la prima cosa che si impara è…imparare.

La seconda è avere rispetto degli altri, anche di coloro che non ci piacciono, non ci condividono e ci contestano.

La terza è mettersi in relazione: con l’insegnante (che l’ha imparato prima del bambino), con gli altri (che lo imparano insieme a noi), con l’ambiente (che non è uno scenario da depredare, ma un tesoro da condividere e rispettare)

La quarta è divenire autonomi, perché “fare da sé” è fondamentale per poter “fare con gli altri”. Autonomia e collaborazione non sono antitetiche: sono una la base dell’altra, perché solo se sono autonomo posso conservare la mia identità in un processo collaborativo.

La quinta è avere fiducia nei propri mezzi.

La sesta è avere fiducia negli altri. L’interclasse del metodo Montessori pone il bambino a confronto con età ed esperienze di volta in volta maggiori o minori delle sue.

La settima è ragionare: l’importanza dell’esperienza pratica si riflette nell’apprendimento. Alla scuola Montessori si impara attraverso il ragionamento, non secondo schemi mnemonici fissi. Ragionare significa aprirsi consapevolmente all’esperienza, saper far fronte ad avvenimenti, problemi, sollecitazioni diverse non sempre racchiudibili in un assioma.

L’ottava è condividere. Nella classe Montessori i materiali sono in comune. Il loro rispetto ed il rispetto per coloro che li stanno utilizzando prima di noi (e che li utilizzeranno dopo
di noi) è fondamentale per crescere e divenire adulti migliori.

La nona è disciplinarsi da sé. In una classe Montessori si
impara ad essere responsabili di se stessi ed a
correggersi a vicenda.

La decima è aiutare gli altri. Il bambino impara meglio e più facilmente e felicemente in un ambiente che si basa sull’autocorrezione e sull’aiuto reciproco.

L’undicesima è che…non si smette mai di imparare!

 

GUIDO RUFFINATTO
4 APRILE 2016